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Il pinballpensiero

mar 2 febbraio 2010 18:20

È palese ormai che ogni volta che s’avvicina il periodo “esami”, questo blog va praticamente in coma farmacologico.
Non è per male, è che la modalità clausura (sia reale che virtuale) si attiva automaticamente e senza preavviso.
Vivendola in prima persona, ho avuto (e sto avendo) la possibilità di analizzare da vicino la situazione, applicando, ovviamente, il metodo scientifico che contraddistingue tale tipo di esperienza.
I risultati di questa analisi sono stati interessanti, ammetto.

Ho constatato che le attività permesse in questo periodo di ascesi sono poche. L’unica reale è lo studio. Questo però non significa che il suddetto stato di esilio sia esclusivo di quegli esemplari abitualmente dediti allo studio che nel periodo pre-esame forzano leggermente le loro abitudini per poter giungere al gran finale tanto agognato (30L). No. Tutt’altro.
La scelta dell’esilio forzato, anzi, è caratteristica di un altro tipo di esemplare della razza studente, ovvero di quello che, essendosi mantenuto a debita distanza da qualsiasi cosa somigliasse solo vagamente ad un libro di testo per tutto il semestre e sentendo avvicinarsi il giudizio finale, avverte un brivido lungo la schiena, presagio di sventura. E allora, per puro spirito di autoconservazione (istinto puro, razionalità nulla), si getta a volo d’angelo in ciò che aveva visto solo fino a poco prima come sorgente di malessere e malattie infettive anche gravi: lo studio.
Ovviamente un tale cambiamento drastico di habitat e abitudini ha le sue conseguenze.
A parte i soliti sintomi ed effetti collaterali dell’estraniamento dal mondo reale (allucinazioni, euforia insensata, depressione cosmica, rutto al gusto di caffè) ho potuto notare lo sviluppo di una particolare pratica mentale che ho scelto di chiamare “pinballpensiero”.

Il pinballpensiero consiste in un complesso ragionamento ai limiti del viaggio onirico accompagnato da uno stato di trance, caratterizzato da una paurosa capacità di saltare da un argomento ad un altro completamente opposto e scollegato grazie a balzi psichici di notevole ampiezza.
L’andamento caotico del centro del ragionamento ricorda, appunto, il comportamento della pallina del flipper del bar sotto casa mia quando quel tizo ubriaco ha battuto il record del mondo. Che poi, adesso che ci penso, ricorda anche un po’ (il ragionamento, non il tizo del flipper, eh) quegli episodi dei simpson che iniziano da una cavolata qualsiasi per poi andare a sviluppare tutto un altro argomento nel corso della puntata. Che uno alla fine si chiede ma com’è che ci sono arrivati.
Il pinballpensiero si presenta di solito nell’intervallo tra la lettura di una parola e un’altra quando si entra nella 42esima ora filata di studio. A quel punto infatti la lettura viene scandita da lunghe pause interminabili che praticamente rendono inutile ogni tentativo di andare avanti.
Per chi osa ci sono solo i rosaelefanti in attesa. Di cui tratteremo in altra occasione.

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La sua terra

dom 31 gennaio 2010 11:46

Ciao, … come va lì?

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8 dicembre

mer 9 dicembre 2009 18:52

Ieri era l’8 dicembre.
Quand’ero piccolo, l’8 dicembre era il giorno delle decorazioni natalizie. Era il giorno del presepe e dell’albero di natale. Sì, perché da me s’è sempre fatto sia l’albero che il presepe. Ché siamo sempre stata gente per la fusione delle culture.

Mica Borghezio.

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Riconoscenze

dom 29 novembre 2009 14:59

Nella mia vita ho fatto molte cose.

Ho dipinto, ho disegnato, ho fatto fumetti, vignette, ho scritto, prosa e poesia, ho scritto canzoni, ho suonato, chitarra, armonica, ukulele e ocarina, ho cantato, da solista e in coro, ho suonato nelle chiese, ho suonato coi comunisti, coi satanisti, con gli islamici e coi buddisti, ho cantato nei locali e alle feste, sui tetti, sui balconi e nelle camere da letto, ho fatto il programmatore, il web designer, ho fatto grafica vettoriale e grafica raster, ho fatto il creativo, il pubblicitario, il fotografo, l’elettricista e il tecnico informatico, pure l’arredatore d’interni e una volta anche l’idraulico…

Porca la miseria infame, m’avesse mai pagato qualcuno!!

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Motocicletta 10HP tutta cromata è tua se dici sì

dom 18 ottobre 2009 19:28

Ieri per strada ho incrociato un motociclista. Lo so che era un motociclista perché c’aveva la moto. Io ero a piedi e lui in moto.
È passato sfrecciando. Vabè, era veloce, sì, ma neanche tanto, perché anche se è passato sfrecciando io ho avuto tutto il tempo di notare una cosa particolare.
Ho notato che piangeva.
E non quelle lacrime che ti vengono naturalmente quando sfrecci in moto. (Io non ce l’ho la moto però lo so che a volte vengono le lacrime quando sfrecci in moto). No, lui piangeva.
Piangeva proprio.
Non aveva solo gli occhi rossi e le lacrime che gli rigavano il viso. Aveva anche la smorfia di chi piange. Gli occhi stretti e quella bocca che a descriverla in quest’epoca di sms mi verrebbe da dire a parentesi aperta verso il basso.

Quando mi sono accorto che piangeva, la cosa m’ha fatto un po’ impressione, perché non è cosa di tutti i giorni per me vedere motociclisti che piangono. Cioè, lui non era mica un motociclista qualunque. Era uno di quei motociclisti che non t’aspetti mica di veder piangere.
Quello c’aveva la moto tutta fiammante, sportiva, di quelle un po’ incazzose, tutte spigoli e frastuono. E aveva pure il giubbottino incazzoso. Di pelle. Quello tutto con gli stemmi colorati che però anche se è tutto colorato lo vedi che è incazzoso come giubbotto.
Insomma era uno di quelli che la gente che vive nei telefilm chiamerebbe centauri.

E insomma, vedere piangere un tizio così m’ha stupito. E allora mi son messo lì a pensare a quali potevano essere le cause delle lacrime di un centauro.

Adesso non so perché, sarà per tutti quegli stereotipi, quei pregiudizi che m’hanno messo in testa tanti anni di tv, o il cinema, o i libri che ho letto. Ma io la prima cosa che ho pensato è stata che se quel centauro piangeva allora c’entrava una donna.

Lo so che non è detto. Però a me, in quel momento, m’è sembrata la cosa più plausibile.
Ché si sa che quelli incazzosi fuori, dentro c’hanno le fragoline di bosco.

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