gio 19 febbraio 2009 2:06
Ieri leggevo un po’ di righe del nuovo disegno di legge dell’on. Carlucci per “regolamentare Internet” (si si, lei, la Carlucci, quella della mela verde e della fisica nucleare).
Il progetto di legge n.2195 che di cognome fa Carlucci, di nome fa “Disposizioni per assicurare la tutela della legalità nella rete internet e delega al Governo per l’istituzione di un apposito comitato presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni“.
A me questa cosa qua, insieme all’emendamento di D’Alia (quello che vuole oscurare facebook per apologia di reato), mi convince sempre più che quella gente lì che vuole legiferare su internet, in realtà non sa neanche di che si sta parlando. (A volerla vedere pulita e innocente, senza pregiudizi bolscevichi). E in fondo è normale. Perché io questa gente me la disegno nella mente con molta facilità. Ce li vedo bene lì col mouse in mano che stentano a seguirti se cerchi di spiegargli “pigia qui che vedi le foto di tua nipote” (perché dire clicca sarebbe troppo complicato, e se lo scrivi con le kappa poi è arabo).
Ma perché sono generazioni diverse… non che siano particolarmente vecchi, eh, ma proprio non ci sono abituati ad aver a che fare con certe cose. E se li metti lì, davanti a un computer, niente, sono proprio negati. Di gente così ne conosco tanta.
Poi però questi, quando magari sentono al telegiornale (perché loro i problemi della gente li conoscono così) che qualcuno si lamenta che ci sono quelli che c’hanno il gruppo pro-riina su facebook, allora dicono no, dobbiamo fare qualcosa, bisogna intervenire, ASSOLUTAMENTE, si è oltrepassato il limite, lo sapevamo che sto internet è sempre stato un posto brutto lurido e schifoso, dove ci stanno solo i pedofili e i terroristi, ma adesso basta, vabè la tolleranza ma riina no! RIINA NO! Eccheccavolo!
A parte il fatto che di tutti i problemi dell’universo, il gruppo mafioso su faccialibbro non credo stia tra i primi. Comunque, vuoi perché è il primo che gli è capitato sott’occhio, vuoi perché gli conviene occuparsi di questo più di altro… (meglio non entrare nel merito, ché ho mangiato da poco)… fatto sta che loro si mettono all’opera. Loro che non hanno capito di cosa si sta parlando. Loro che non sanno neanche da dove partire. Loro che se lo fanno, lo fanno a modo loro.
E loro una cosa sanno fare. Vietare. E allora vietano.
E la cosa gli riesce anche bene.
Peccato che non serve a un cazzo.
Poi se i ragazzini non c’hanno più riina su facebook (perché non c’hanno proprio più facebook), ma fanno le gare a chi ammazza più persone bruciandole col lanciafiamme a GTA… vabè, l’importante è che non lo dicano al telegiornale.
E comunque io sono arrivato a 25.
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sab 14 febbraio 2009 20:09
Io sto fenomeno l’ho studiato ed analizzato a lungo e ho capito che è un problema che affligge un pò tutti noi che siamo gente di internet. Ormai mi sono convinto dell’esistenza di una specie di setta, di massoneria, gruppo mistico che ai fini di questa dissertazione denomineremo “i risponditori”.
I risponditori sono un sotto-gruppo ristretto di quella razza detta “gente di forum” (nome auto-esplicativo, sotto-razza della gente di internet). L’unico scopo della loro esistenza gira attorno ai forum cui partecipano, che sono sicuramente più di uno, perché vittima da tempo di una grave forma di dipendenza da thread. Il risponditore vive la sua vita telematica perennemente sulle homepage dei suoi forum e la sua vita materiale e terrena è praticamente inesistente. Il risponditore è solo uno dei tanti simpatici personaggi avvistabili nelle vicinanze dei forum. Un po’ come le bestie all’acqua, la varietà di specie sulle rive di un forum è ampia.
Il risponditore si nutre unicamente della soddisfazione e del piacere personale che prova nel fare ciò che gli riesce meglio: rispondere. E la sua tecnica è riconoscibile e inconfondibile.
Il risponditore presuppone sempre e comunque la stupidità assoluta dell’utente al quale si rivolge e la risposta del risponditore è solitamente caratterizzata da un’acuta arroganza che è direttamente proporzionale alla sua ignoranza.
I costrutti tipici con cui il risponditore si esprime nei confronti del povero malcapitato che cercava semplicemente un aiuto sono gli educatissimi “ne abbiamo già parlato. ciao.”, “c’è un thread apposito. cercalo.”, oppure “vai qui” seguito da un eventuale link non funzionante o completamente inutile.
Frequenti i picchi di demenzialità del tipo “prima di chiedere informatevi”. Ma gli indiscussi cavalli di battaglia sono sicuramente gli evergreen “basta cercare” e “chiedi a google”. Da sottolineare il fatto che nel 99% dei casi il risponditore non azzecca minimamente il significato della domanda posta.
In attesa di pestilenze e cataclismi d’altri tempi che se ne sente la mancanza, io ora come ora non ho una soluzione esaustiva al problema. Anzi, ce l’avrei ma visto che in questi giorni si parla tanto di apologia di reato è meglio che sto zitto.
E comunque io sta gente qui la farei mettere al rogo.
L’ho detto.
E non parlo solo dei risponditori.
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gio 22 gennaio 2009 11:14
Ok, il trasloco procede. Mi sto quasi ambientando. C’è ancora la carta da parati da sistemare, qualche scatolone da spacchettare e un po’ di roba da spartire tra i cassetti e gli sportelli giusti. Allora anche questo nuovo blog potrà essere chiamato casa.
Poi, per ora mi sono fatto prendere la mano coi cambiamenti, visto che vanno tanto in questo periodo… change qui, change là, yeswecan…
C’ho ancora un uncinetto sul comodino, due nel cassetto, un elastico per capelli a fianco alla abat-jour, uno nel portafogli e un pacco da 25 in uno sportello, comprati in offerta a 2 euro con una fascia per capelli…Insomma, me ne rimarranno di cose inutili per casa… adesso che ho tagliato i dreadlock…
Che per me questi qua sono già grossi cambiamenti…
Non è che per quanto uno dall’altra parte del mondo si mette a parlare di pace, diritti civili, riscaldamento globale, integrazione, ricerca e futuro sostenibile, allora se uno si taglia i capelli non è più cambiamento quanto basta per chiamarlo così…
O no?
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