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Paese che vai pioggia che trovi

sab 20 febbraio 2010 11:47

Oggi voglio chiedervi una cosa. Chi non si è mai fermato ad annusare l’aria quando sta per piovere? A chi non è mai capitato? Penso sia una cosa che abbiamo fatto e facciamo un po’ tutti. Più o meno coscientemente.
Vabè, poi ci son quelli che si mettono lì e lo sentono anche molto prima, anche quando non ci sono neanche le nuvole in cielo, che sta per piovere. Ma sono pochi.
A me capita spesso di fermarmi ad odorare un po’ l’atmosfera. Chissà, forse per reminiscenze di un passato selvaggio e istintivo. Qualche collegamento intrinseco con la mia natura animale. Comunque è qualcosa di rigenerante per me. Ve lo posso dire tanto ormai lo sapete che sono pazzo e non vi fa poi tanta impressione.
Per esempio, oggi ero fermo ad un incrocio e aspettavo lì che il semaforo pedonale diventasse verde per poter attraversare. E mentre ero lì, in piedi, ad aspettare, ho tirato su il naso e non ho resistito. Ho annusato. Qualcuno dirà, vabè, ad un incrocio, cosa vuoi sentire? Smog. Beh, un po’ sì. Ma c’è da dire che è vero che ero ad un incrocio, però ero anche in periferia e le periferie pisane sono fatte così, sono verdi.
Non sono uno che ha girato tanto nella propria vita, quindi non so come sono le periferie in genere, però so che quelle pisane sono verdi e se ti fermi ad annusare non senti solo smog.
E comunque, mentre ero lì a sniffare la mia dose di cielo, mi è venuto in mente tutto un ragionamento su l’odore della pioggia che poi, giustamente, qualcuno mi ha fatto notare che forse un post ci sarebbe venuto bene e allora eccomi qui.
Sì, perché oggi mentre annusavo mi sono accorto di una cosa che non avevo mai notato. Una di quelle cose che te ne accorgi solo in quei momenti di ispirazione profonda o di cazzeggio assoluto.
Oggi ho notato che la pioggia non ha sempre lo stesso odore. No. Dipende da DOVE la odori. Lo so, suona strano. Però, per esempio, mi sono accorto che quella pisana a me sa di… di… di verdura. Ha un’odore “bollito” direi. Appena cadono due gocce, qua senti tutta l’atmosfera che s’impregna di quest’aroma di erba bagnata che ti si appiccica addosso e ti può anche far piacere due minuti ma poi ti viene un po’ a nausea, bisogna dirlo.
Io l’ho già detto che non sono uno che ha girato il mondo, però so anche che la pioggia del mio paese fa tutto un altro odore, ha tutto un altro aroma. La pioggia siciliana mica odora d’erba. Ma quando mai.
Là, appena vedi il cielo un po’ cupo, vedi un po’ di nuvole più scure e avverti quel prurito strano che lo senti che sta per piovere, allora annusi l’aria e riesci benissimo a distinguere l’odore della terra arida e bruciata, la sabbia del deserto, il sale che viene dal mare. Senti tutto un caos di odori e profumi che se non ci sei abituato è difficile restarne indifferenti. E’ qualcosa che ti stordisce. Che se poi te ne vai da un’altra parte, in un’altra città, non la ritrovi mica. E ti resta nel cuore. Nella mente. E nel naso.

Poi m’hanno anche detto che a Budapest la pioggia sa di prosciutto. Affumicato, per essere precisi. E non è neanche tanto improbabile.
Anche se non ho girato tanto, di piogge strane nè ho sentite. Per esempio quella di Praga me la ricordo che si avvicinava all’odore di cipolla. Quella di Palermo mi ha sempre ricordato la meusa (lo sapete cos’è, vero?). Quella di Roma sa di marmo bagnato (non chiedetemi di descrivere a parole l’odore del marmo bagnato).
Quella di Bologna mi sa di… di… no, vabè, quando sono andato Bologna non pioveva.
Comunque, vabè, è tutta una questione d’ambiente circostante.
Cioè, se ve ne andate in Amazzonia, non aspettatevi di trovare una pioggia che odori di sabbia, ecco.

Che poi, chissà, magari c’è qualcuno lassù che siccome sa dove deve andare a cadere sta pioggia qua, allora le dà un odore particolare e a quell’altra che va da un’altra parte le da un altro odore. Un odore che non dia fastidio e che si adatti bene al contesto. Qualcosa di sobrio ma sempre elegante e mai fuori tema.
Una specie di arredatore d’interni, via.

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Venghino si’ori venghino

gio 18 febbraio 2010 17:53

Ordunque… giusto un paio di annunciazioni.
1. È da un po’ di tempo ormai che m’è preso il pallino della grafica. Nonostante la mia irrefrenabile sete di feedback, mi sono fatto il sangue alle dita fin’ora per costringermi a non rompervi le scatole pubblicando anche qui le opere del mio genio superiore. Ora, siccome il livello artistico ha EVIDENTEMENTE superato ogni limite umano, mi pare giusto rendere partecipi anche voi, oh miei seguaci, dei parti mentali del Premedito.
Indipercui da oggi in poi, se mi va e mi sento buono e non mi fate schifo, pubblicherò su queste pagine alcune creazioni.

2. Come conseguenza della 1, ho appena finito di dare una risistematina alla grafica e alla struttura del blog in modo da poter ospitare cotanta arte.
Siccome uno m’ha detto “tu dici che disegni i loghi per la gente però il tuo fa schifo”, allora, dopo essermi adoperato in tale direzione, me ne sono fatto uno e l’ho GIUSTAMENTE appiccicato nel nuovo header. Se mi dite che vi piace va bene, se no non mi dite niente che è meglio.
Inoltre ho preferito sostituire la caterva di link ai vari socialnetuorc con un po’ di iconcine colorate che fanno tendenza e spostarle  in un apposito spazio sulla destra dei vostri teleschermi. Dice eh ma sono piccole. Eh ma tanto si sa che l’importante è saperle usare.
Un’altra cosa, solo per i pezzenti che ancora usano internet explorer 6: ho tolto la png trasparente dallo sfondo così non vi spunta più tutto il sito celestino, però l’header l’ho lasciato che mi piace così e munnezza nel mio css solo per voi non ce ne metto, ché io a certe cose ci tengo! Sia chiaro. Chi può capire capisce.

Siccome avevo detto “un paio” e un paio ve ne ho dette, mi fermo qua e vi saluto, con un inchino.

VectorMe

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Italiani

mar 9 febbraio 2010 11:42

Diceva “abbiamo fatto l’Italia, ora facciamo gli Italiani”. Ecco, io direi che ce n’abbiamo messo di tempo, però adesso finalmente ci siamo riusciti a farli st’italiani. No?
Gli italiani guardano la defilippi e il grandefratello, pagano un sacco di soldi per vedere il pallone in tv, vogliono il nucleare perché l’eolico è “brutto”, gli stanno sulle scatole i rom, i senegalesi, gli albanesi, i polacchi (tranne Giovanni Paolo II che in fotografia veniva bene e l’appiccicano un po’ dappertutto), ma anche gli ucraini, i tunisini, i marocchini, a meno che non giochino a calcio, non sopportano gli omosessuali e neanche gli ebrei ma meglio israele che palestina, vogliono il posto fisso ma anche la mobilità per gli imprenditori, credono ai telegiornali, pensano che le missioni di pace si facciano coi mitra e che se uno è islamico allora è un terrorista, sono convinti che il ponte di messina sistemerà le cose in sicilia, sono contro la legalizzazione della marijuana e vietano l’alcol ai minori ma il sabato sera tirano coca, pensano che se ci sono tette in tv allora va tutto bene, vogliono la “sicurezza” ma piuttosto che dar soldi alla polizia preferiscono comprare mazze e fucili, non vogliono le prostitute per strada ma nelle ville coi politici non c’è niente di male, pensano che i giudici siano una massa di fannulloni ma pronti a imbastire trame e complotti da 007, dicono che la giustizia non funziona ma non ci mettono niente a querelarti, dicono che la liberà di stampa c’è perché in tv c’è Santoro, amano farsi governare da uno che ha l’eta dei loro nonni senza chiedersi se affiderebbero mai un paese al loro nonno ottantenne, difendono la famiglia e la cristianità e poi divorziano due-tre volte e si sposano con rito celtico coi druidi, vanno al cinema a vedere vacanze di natale tremiladuecentocinquanta perché “fa ridere” mentre woody allen è noioso e se ci sono i mondiali si vogliono tutti bene.

Ecco, per gli altri, che evidentemente italiani non siamo, direi che se andiamo a fare gli aborigeni in australia ci sentiamo più a nostro agio. E non disturbiamo più nessuno.
Ché c’è gente che deve governare qui! Eccheccavolo!

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Saggezza col cioccolato intorno

dom 15 novembre 2009 10:55

Ieri ho ricevuto un bacio. Ok, non era un bacio vero. Era un bacio perugina. Ok, vabè, non l’ho ricevuto, ce lo avevo a casa. Però vuoi mettere la differenza se dico che me l’hanno offerto. Già uno s’immagina tutta una vita privata, passionalità, romanticismo. E uno poi legge con tutto un altro spirito. Non come se dicessi che ero a casa da solo e rovistando tra i fondi degli sportelli, mi son trovato sto bacio e me lo sono sbafato. E’ tutta un’altra cosa, no?

Comunque ieri mi son fatto sto bacio. E potrà sembrare strano ma era da tanto che non ne mangiavo uno. Tanto per dire la vita sentimentale. Ed era così tanto tempo che, scartandolo, fremevo dalla curiosità di leggere la frase che c’era dentro.
Ché secondo me le migliori son sempre quelle firmate “anonimo”. Ché io a volte penso che le scrivono proprio quelli lì che li fanno, i cioccolatini. Magari gli viene in mente una bella frase e allora la scrivono e ci stampano “anonimo”. Ma t’immagini avere una tua frase dentro un bacio perugina! Certo, non c’è il tuo nome, però son sempre soddisfazioni.
Comunque, ieri dentro al bacio c’ho trovato una frase di Shakespeare.

“Ama tutti, credi a pochi e non far del male a nessuno”

Bella.
Allora, tanto per far quello che non si fida e che crede a pochi, l’ho cercata su Wikiquote. E l’ho trovata. Ma non c’era scritta la fonte. Tanto che m’è venuto in mente che forse anche quello che l’aveva scritta lì doveva averla letta su un bacio. Infatti ho pensato che anch’io mi sarei vergognato un po’ a scrivere tra le fonti “bacio perugina”. Meglio “senza fonte”.

Comunque io mi divertirei a scrivere le frasi per i cioccolatini. Ma mica le firmerei “anonimo”. A me piacerebbe metterci i nomi dei personaggi famosi, quelli veri.
Che tanto poi mica ti vengono a dire che non è vero, che la frase non è sua. E tu che ne sai? Sai mica tutto quello che ha detto Shakespeare in tutta la sua vita? Cioè, ne avrà dette di cazzate anche lui quando nessuno lo sentiva.

E poi lì ci sarebbe da sbizzarrirsi. E di idee ne avrei già un po’. Tipo…

“Ne ho le palle piene”, Gandhi.

Per esempio.

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Inserito in Revival | 2 Commenti

D’inverno

mar 10 novembre 2009 20:41

Io quando comincia il freddo vado in clausura.
Ma non in convento. A casa.
Sto a casa.
Non esco.
Sto a casa e non esco.

E anche se la gente mi dice dai-esci-che-fai-a-casa.
Io no. Sto a casa e non esco.
Ché il pensiero di cambiarmi, di mettermi i vestiti freddi, per uscire.
No. Io sto a casa e non esco.

C’ho il pigiama a casa. Caldo.
Fuori no.
Le coperte che coprono.
I piumoni che piumonano.
E i termosifoni che termosifonano.
Fuori no.
E io sto a casa.

Anche se mi dicono di andare in un posto chiuso, coperto.
Io no. Non esco.
Perché tra me e il posto chiuso c’è la strada.
E la strada è aperta.
Scoperta.
Niente coperte.
E allora no. Non esco.

A casa, a mali estremi, c’è il forno.
È grande il mio forno.
Sì, c’è anche il freezer.
Però c’è anche il forno.
E il forno è chiuso.

Io quando comincia il freddo sto a casa.
Al chiuso.
Coperto.
Nel forno.
E sto bene.

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Inserito in Deliri | 7 Commenti

Questo blog è un opera di Salvatore Rotolo (che sarei io) ed è distribuito sotto licenza Creative-Commons. Gira su Wordpress e la grafica è prodotta sempre dallo stesso cretino (che sarei sempre io). Se avete problemi di visualizzazione non venite a dirli a me perché se avete il browser scarso non è un mio problema... Vabè dai, ditemeli ché vediamo se riesco a sistemare qualcosa.
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Perché io a certe cose ci tengo.