lun 8 marzo 2010 11:55
Sta volta mi sa che ho esagerato, però fin quando non mi scoprono vado tranquillo.
Calmi, non ho ammazzato nessuno (per ora). Mi sono solo arrogato un diritto che non mi meritavo (quanto parlo bene oggi!…arrogato…). Perché da ieri pomeriggio è online un mio profilo su Behance Network. E voi direte “e che è?”. Ecco.
Behance Network è un social network dedicato solo ed esclusivamente ai creativi. Ci trovate di tutto, grafici, illustratori, fotografi, designer. Creativi di ogni genere e di ogni luogo accomunati da una sola caratteristica. Sono tutti maledettamente bravi. Ne avessi trovato uno scarso! UNO!
E voi direte (giustamente) “e tu che c’entri?”. Ecco. Niente. Non c’entro niente. Però ieri, son finito lì, ho visto signup e ho detto massì. Poi ho scoperto che il signup non era un vero e proprio signup perché non ti facevano iscrivere subito ma dovevi inviare una richiesta di invito per poterti iscrivere e poi loro eventualmente ti rispondevano.
Massì.
Ho scritto, ho inviato. Dopo un paio d’ore, tlin, m’è arrivata un’email di conferma. Ed eccomi qua. Idiota in un circolo di geni. Come Fantozzi tra Platone e Aristotele.
Però mi diverto (per ora).

Il primo progetto che ho inserito è stato Paroleincroce. Se vi va, in fondo alla pagina di ogni progetto c’è il tastino “click to appreciate it”. Se apprezzate, cliccate.
mar 2 marzo 2010 17:32
Tempo fa m’era venuto una specie di attacco creativo (che me ne vengono pochi) e avevo creato sta categoria Paroleincroce su sto blog. Poi purtroppo o per fortuna è morta lì. C’ho messo un paio di cose e basta.
Sta mattina vagando tra ricordi e vecchie directory ho ritrovato un po’ di quel materiale. Ne avevo fatte un bel po’ di cose di quel genere. Poco di pubblicabile ma le idee c’erano.
Comunque, mi sono fatto prendere dalla malinconia e gli ho voluto dare un po’ di lustro. Tanto per.

Qui c’è l’originale.
sab 27 febbraio 2010 11:04
Se qualcuno se lo fosse perso, anche se mi sa che ne hanno parlato anche giornali, telegiornali e forse pure all’ONU, da qualche settimana sono disponibili gratuitamente online alla vostra gentile attenzione i racconti di un certo Calogero Rotolo.
Rotolo Calogero, scrittore, poeta, giornalista, editor, grafico, musicista e anche dreadmaker, insomma un artista a tutto tondo, non solo all’altezza della vita, dopo aver deciso insieme alla letteratura di prendersi una lunga pausa di riflessione, torna con tre (il quarto è in lavorazione) racconti “sci-fi” (come li chiamano quelli che ne capiscono) o “di fantascienza” (per gli ignoranti). Anche se il termine non è tra i più adatti perché mica ci trovate astronavi o vulcaniani lì. No. O almeno non ancora. Perché diciamo che le interpretazione sono tante quanti sono gli sviluppi possibili. Un po’ come Lost.
Ecco, se vi piace Lost allora può darsi che questi racconti siano di vostro gradimento. O anche no. Comunque l’unico modo per saperlo è leggerli.
I racconti li trovate lì sul suo blog ilCartaginese (nella colonna a destra ci sono le copertine che se ci cliccate ci arrivate) e alcuni anche su Scribd, che per chi non la conoscesse è una grossa piattaforma di condivisione di ebook. I titoli sono (in ordine quasi-cronologico) “SPot”, “Lucy” e “Africa”.
Sul blog trovate anche un’altra coppia di racconti che risalgono a un po’ di tempo fa. “Uno a testa” e “il Mormone”. Cinematografici sì, ma niente fantascienza lì. Leggetevi pure quelli, che male non vi fa.
Graditi, anzi, richiesti in ginocchio, sono i vostri pareri, che potete lasciare sul suo blog o anche su scribd (lì mi sa che dovete iscrivervi oppure usare il vostro utente facebook). A me personalmente è piaciuto più di tutti il primo “SPot”. E gliel’ho detto. E devo dire che l’ha presa bene.
Ora, fate voi.
Io ve l’ho detto.
sab 20 febbraio 2010 11:47
Oggi voglio chiedervi una cosa. Chi non si è mai fermato ad annusare l’aria quando sta per piovere? A chi non è mai capitato? Penso sia una cosa che abbiamo fatto e facciamo un po’ tutti. Più o meno coscientemente.
Vabè, poi ci son quelli che si mettono lì e lo sentono anche molto prima, anche quando non ci sono neanche le nuvole in cielo, che sta per piovere. Ma sono pochi.
A me capita spesso di fermarmi ad odorare un po’ l’atmosfera. Chissà, forse per reminiscenze di un passato selvaggio e istintivo. Qualche collegamento intrinseco con la mia natura animale. Comunque è qualcosa di rigenerante per me. Ve lo posso dire tanto ormai lo sapete che sono pazzo e non vi fa poi tanta impressione.
Per esempio, oggi ero fermo ad un incrocio e aspettavo lì che il semaforo pedonale diventasse verde per poter attraversare. E mentre ero lì, in piedi, ad aspettare, ho tirato su il naso e non ho resistito. Ho annusato. Qualcuno dirà, vabè, ad un incrocio, cosa vuoi sentire? Smog. Beh, un po’ sì. Ma c’è da dire che è vero che ero ad un incrocio, però ero anche in periferia e le periferie pisane sono fatte così, sono verdi.
Non sono uno che ha girato tanto nella propria vita, quindi non so come sono le periferie in genere, però so che quelle pisane sono verdi e se ti fermi ad annusare non senti solo smog.
E comunque, mentre ero lì a sniffare la mia dose di cielo, mi è venuto in mente tutto un ragionamento su l’odore della pioggia che poi, giustamente, qualcuno mi ha fatto notare che forse un post ci sarebbe venuto bene e allora eccomi qui.
Sì, perché oggi mentre annusavo mi sono accorto di una cosa che non avevo mai notato. Una di quelle cose che te ne accorgi solo in quei momenti di ispirazione profonda o di cazzeggio assoluto.
Oggi ho notato che la pioggia non ha sempre lo stesso odore. No. Dipende da DOVE la odori. Lo so, suona strano. Però, per esempio, mi sono accorto che quella pisana a me sa di… di… di verdura. Ha un’odore “bollito” direi. Appena cadono due gocce, qua senti tutta l’atmosfera che s’impregna di quest’aroma di erba bagnata che ti si appiccica addosso e ti può anche far piacere due minuti ma poi ti viene un po’ a nausea, bisogna dirlo.
Io l’ho già detto che non sono uno che ha girato il mondo, però so anche che la pioggia del mio paese fa tutto un altro odore, ha tutto un altro aroma. La pioggia siciliana mica odora d’erba. Ma quando mai.
Là, appena vedi il cielo un po’ cupo, vedi un po’ di nuvole più scure e avverti quel prurito strano che lo senti che sta per piovere, allora annusi l’aria e riesci benissimo a distinguere l’odore della terra arida e bruciata, la sabbia del deserto, il sale che viene dal mare. Senti tutto un caos di odori e profumi che se non ci sei abituato è difficile restarne indifferenti. E’ qualcosa che ti stordisce. Che se poi te ne vai da un’altra parte, in un’altra città, non la ritrovi mica. E ti resta nel cuore. Nella mente. E nel naso.
Poi m’hanno anche detto che a Budapest la pioggia sa di prosciutto. Affumicato, per essere precisi. E non è neanche tanto improbabile.
Anche se non ho girato tanto, di piogge strane nè ho sentite. Per esempio quella di Praga me la ricordo che si avvicinava all’odore di cipolla. Quella di Palermo mi ha sempre ricordato la meusa (lo sapete cos’è, vero?). Quella di Roma sa di marmo bagnato (non chiedetemi di descrivere a parole l’odore del marmo bagnato).
Quella di Bologna mi sa di… di… no, vabè, quando sono andato Bologna non pioveva.
Comunque, vabè, è tutta una questione d’ambiente circostante.
Cioè, se ve ne andate in Amazzonia, non aspettatevi di trovare una pioggia che odori di sabbia, ecco.
Che poi, chissà, magari c’è qualcuno lassù che siccome sa dove deve andare a cadere sta pioggia qua, allora le dà un odore particolare e a quell’altra che va da un’altra parte le da un altro odore. Un odore che non dia fastidio e che si adatti bene al contesto. Qualcosa di sobrio ma sempre elegante e mai fuori tema.
Una specie di arredatore d’interni, via.
gio 18 febbraio 2010 17:53
Ordunque… giusto un paio di annunciazioni.
1. È da un po’ di tempo ormai che m’è preso il pallino della grafica. Nonostante la mia irrefrenabile sete di feedback, mi sono fatto il sangue alle dita fin’ora per costringermi a non rompervi le scatole pubblicando anche qui le opere del mio genio superiore. Ora, siccome il livello artistico ha EVIDENTEMENTE superato ogni limite umano, mi pare giusto rendere partecipi anche voi, oh miei seguaci, dei parti mentali del Premedito.
Indipercui da oggi in poi, se mi va e mi sento buono e non mi fate schifo, pubblicherò su queste pagine alcune creazioni.
2. Come conseguenza della 1, ho appena finito di dare una risistematina alla grafica e alla struttura del blog in modo da poter ospitare cotanta arte.
Siccome uno m’ha detto “tu dici che disegni i loghi per la gente però il tuo fa schifo”, allora, dopo essermi adoperato in tale direzione, me ne sono fatto uno e l’ho GIUSTAMENTE appiccicato nel nuovo header. Se mi dite che vi piace va bene, se no non mi dite niente che è meglio.
Inoltre ho preferito sostituire la caterva di link ai vari socialnetuorc con un po’ di iconcine colorate che fanno tendenza e spostarle in un apposito spazio sulla destra dei vostri teleschermi. Dice eh ma sono piccole. Eh ma tanto si sa che l’importante è saperle usare.
Un’altra cosa, solo per i pezzenti che ancora usano internet explorer 6: ho tolto la png trasparente dallo sfondo così non vi spunta più tutto il sito celestino, però l’header l’ho lasciato che mi piace così e munnezza nel mio css solo per voi non ce ne metto, ché io a certe cose ci tengo! Sia chiaro. Chi può capire capisce.
Siccome avevo detto “un paio” e un paio ve ne ho dette, mi fermo qua e vi saluto, con un inchino.
