gio 7 maggio 2009 10:01
Magari la gente normale non lo sa ma i musicisti… via, mi ci infilo pur’io, NOI musicisti ci dividiamo in due grandi categorie: quelli che fanno le faccine mentre suonano e quelli che non le fanno.
Io ovviamente appartengo alla prima. Che tra l’altro è anche la più folta, e che a sua volta si divide in varie sottocategorie secondo il grado di imbarazzo che una faccia del genere provoca nell’autore quando si rivede in qualche foto o video o altro tipo di documento.
La scelta è molto ampia. Dalla faccia ascetico-religiosa a quella erotico-passionale, a quella proprio da pornoattore anni settanta.
Poi ci sono quelle sanitarie, a seconda del sintomo. C’è quella da dolori lancinanti alle mani, per esempio. Anche se la più diffusa è ovviamente quella da stitichezza cronica.
Vari illustri personaggi appartengono alla categoria delle faccine. Re fra tutti Joe Cocker.
Poi pare anche che la cecità accentui il fenomeno. Vedi Ray Charles o Stevie Wonder.
Tra i chitarristi si delinea una strana propensione alle facce erotiche con sfumature da bollino rosso, specialmente in caso di banding oltre il quindicesimo tasto.
Quelli che non fanno le faccine di solito nella vita sono persone molto zen, tranquille, gente molto distaccata… o forse in quel momento semplicemente non gliene frega un cazzo.
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mer 1 aprile 2009 11:52
Certe mattine, dopo che ha piovuto tipo per due giorni, capita che spunta il sole. E allora esci di casa. Ne approfitti per fare quelle cose che non avevi fatto nei giorni precedenti. Tipo vedere il cielo. E in quelle mattine lì, in cui il mondo ritorna a vivere, in cui tutti gli esseri ritornano a sorridere… c’è qualcuno però che vive quei momenti in profonda tristezza. E quel qualcuno sono i ragni.
Non ne ho la certezza, anche perché non m’è mai capitato di discutere di certi temi con un ragno, però l’esperienza mi da ragione. E sono sicuro che sarà capitato anche a voi.
In quelle mattine post-diluvio universale, tu esci di casa, e mentre cammini magari al centro di una via larghissima, o di una piazza, dove il muro o l’oggetto più vicino è a decine di metri da te… mentre sei lì che cammini e ti godi quei tre raggi di sole che sbirciano tra le nuvole, ecco che un filo di ragnatela, fluttuante nel bel mezzo del nulla, ti si appiccica in piena faccia.
Dopo le infamità di rito, e dopo aver cercato vanamente di liberarti divincolandoti come un idiota in mezzo al niente, cominci a porti delle domande. Tipo da dove cavolo arriva. E poi… perché?
Eh, perché…
Vorrei vedere voi, dopo aver visto la vostra casa, che avete costruito da soli (DA SOLI, mica come le formiche che si fanno aiutare…) col vostro sudore e la vostra saliva, crollare sotto il peso di tanta acqua da riempire un bicchiere (un bicchiere, addirittura!)… vorrei vedere voi dopo aver guardato inermi il triste spettacolo di tutto ciò che era vostro scivolare via tra la pioggia…
La voglia di vivere vi abbandonerebbe di colpo e sicuramente, saliti nel punto più alto, vi lascereste andare, lasciandovi dietro una scia come ultima traccia del vostro passaggio su questo mondo crudele…
Che vita triste che fanno i ragni…
E poi magari arrivati giù non sono neanche morti…
Destino beffardo…
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sab 14 febbraio 2009 20:09
Io sto fenomeno l’ho studiato ed analizzato a lungo e ho capito che è un problema che affligge un pò tutti noi che siamo gente di internet. Ormai mi sono convinto dell’esistenza di una specie di setta, di massoneria, gruppo mistico che ai fini di questa dissertazione denomineremo “i risponditori”.
I risponditori sono un sotto-gruppo ristretto di quella razza detta “gente di forum” (nome auto-esplicativo, sotto-razza della gente di internet). L’unico scopo della loro esistenza gira attorno ai forum cui partecipano, che sono sicuramente più di uno, perché vittima da tempo di una grave forma di dipendenza da thread. Il risponditore vive la sua vita telematica perennemente sulle homepage dei suoi forum e la sua vita materiale e terrena è praticamente inesistente. Il risponditore è solo uno dei tanti simpatici personaggi avvistabili nelle vicinanze dei forum. Un po’ come le bestie all’acqua, la varietà di specie sulle rive di un forum è ampia.
Il risponditore si nutre unicamente della soddisfazione e del piacere personale che prova nel fare ciò che gli riesce meglio: rispondere. E la sua tecnica è riconoscibile e inconfondibile.
Il risponditore presuppone sempre e comunque la stupidità assoluta dell’utente al quale si rivolge e la risposta del risponditore è solitamente caratterizzata da un’acuta arroganza che è direttamente proporzionale alla sua ignoranza.
I costrutti tipici con cui il risponditore si esprime nei confronti del povero malcapitato che cercava semplicemente un aiuto sono gli educatissimi “ne abbiamo già parlato. ciao.”, “c’è un thread apposito. cercalo.”, oppure “vai qui” seguito da un eventuale link non funzionante o completamente inutile.
Frequenti i picchi di demenzialità del tipo “prima di chiedere informatevi”. Ma gli indiscussi cavalli di battaglia sono sicuramente gli evergreen “basta cercare” e “chiedi a google”. Da sottolineare il fatto che nel 99% dei casi il risponditore non azzecca minimamente il significato della domanda posta.
In attesa di pestilenze e cataclismi d’altri tempi che se ne sente la mancanza, io ora come ora non ho una soluzione esaustiva al problema. Anzi, ce l’avrei ma visto che in questi giorni si parla tanto di apologia di reato è meglio che sto zitto.
E comunque io sta gente qui la farei mettere al rogo.
L’ho detto.
E non parlo solo dei risponditori.
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