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Dialogo socio-filosofico tra il cinema e una manzotin

dom 7 giugno 2009 10:35

L’altra sera ho visto “The Invisible“.
Praticamente è la storia di sto tizio che muore… però non muore… cioè sto tizio c’è… ma non c’è… cioè tu lo vedi… ma gli altri no… Che infatti la gente gli va addosso come se niente fosse e non gli chiede neanche scusa… ma non perché son maleducati… è solo perché per loro non c’è!
Una cosa così capita anche a me quando vado al supermercato di sabato pomeriggio… Cioè io ci sono (credo… almeno col corpo… col pensiero un po’ meno…) dicevo…io ci sono però non ci sono… perché gli altri non mi vedono mica… infatti mi vengono addosso col carrello come se fossi trasparente… e non chiedono neanche scusa! Come se non esistessi proprio… E il dubbio m’è anche venuto, però fortunatamente l’ho sciolto subito… perché io ne sono certo che ci sono… perché le botte dei carrelli ad alta velocità sulle ossa non sono mica carezze e io me le sento tutte… TUTTE!
Comunque, secondo me, la gente al supermercato di sabato pomeriggio non è maleducata… è solo una questione di istinto di sopravvivenza.
Devi renderti conto che chiunque lì attorno a te è un potenziale nemico. Quella signora ben vestita in blu, per esempio, può essere quella che comprerà l’ultima confezione di panna al salmone che ti serve per il pranzo di domenica… o quel tizio con l’impermeabile forse sta per comprare l’ultimo chilo di gnocchetti sardi che ti eri promesso di preparare!
Cioè ditemi voi se queste non sono buone motivazioni per far scattare la guerriglia!!

No, vabè, a parte l’ironia, è interessante constatare il livello di stress che è possibile accumulare tra quegli scaffali.
Tanto che la gente preferisce assentarsi mentalmente e viaggiare fuori dal corpo e andare avanti per inerzia. Urtandosi a vicenda senza neanche salutarsi o ringraziare.
E intanto tu ti guardi attorno e ti trovi circondato da un esercito di zombie traballanti che ti fanno anche un po’ paura ma che incredibilmente non sono interessati alla tua di carne ma a quella in offerta a 7 euri al chilo al banco frigo.

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Revival

dom 7 giugno 2009 10:16

Prima di metter su questo bel teatrino che è Premedito, avevo fatto altri tentativi di vita da blogger.
Niente di entusiasmante… ma comunque sono esperienze a cui sono piuttosto affezionato.
Ogni post è un po’ come un figlio per un blogger. E quindi quando mi sono trasferito qui ho dovuto affrontare il difficile dilemma del trasferimento dei vecchi post.
Li porto con me o li lascio? Mi butto tutto alle spalle e vado avanti o è meglio portarsi dietro un po’ di bagaglio d’esperienza?
Ho optato per la prima.

Fino a ieri.

Qualcuno m’ha messo una pulce in un orecchio.
“E se ti cancellano il vecchio blog? E se per sbaglio cancellano qualche post?”.
Cioè, sono cose stupide, però fino ad ora l’idea che fossero là mi faceva star bene, il saperli sani e belli lì dove li ho lasciati, aspettando una mia visita in quei momenti di nostalgia canaglia…  era una bella sensazione.
Adesso invece il pensiero di poter perdere ogni testimonianza di quelle passate esperienze m’ha messo un’angoscia non indifferente.
E allora ho deciso.

Tanto son pochi.
E quelli degni di un occhiata sono ancora meno.
Quindi… rassegnatevi.

P.S. da ora in poi, se vedrete come categoria “Revival”, sappiate che è un post riciclato… Ché io ho sempre voluto salvare il pianeta… Per la seria “Non si butta via niente”.

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Detto fatto

ven 5 giugno 2009 19:16

Picasso

Every morning my mirror is a Picasso.

Solo perché ve l’avevo detto.

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Paroleincroce

ven 5 giugno 2009 11:11

Sometimes I think I live in a Pollock.

Sometimes I think I live in a Pollock.

Perché oggi mi va così.
E’ da due giorni che faccio un po’ di sta roba e onestamente c’ho preso gusto.
Mi sembrava ora di condividere.

E visto che siamo in tema di condivisione vi dico anche che il font è un font free trovato qui, che per mettere insieme il tutto ho usato Inkscape (che è free pure lui e, se vi piace la grafica vettoriale e l’open source, lo trovate qui), e che la frase è mia ma potete farci quello che vi pare, tanto non ci diventerebbe ricco neanche Mida.

P.S. ho già in mente di pubblicarne altre… rassegnatevi.

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Distrazioni sul sentiero del blogging

mer 3 giugno 2009 10:55

Quando ho aperto questo blog, l’intento iniziale era quello di scrivere qualcosa ogni giorno. Cosa che poi penso sia l’intento iniziale del 90% dei blog esistenti.
Ma come il 90% dei blog esistenti, anch’io ho miseramente fallito nella realizzazione dell’obbiettivo.
C’è poco da fare. Quando ci si mette di mezzo la vita quella vera, a quella virtuale non rimane molto tempo a disposizione.

Ma non disperate. Penso di avere ancora un po’ di frecce che riposano beatamente nella mia personale faretra delle cazzate, pronte per questo portentoso arco che è il web 2.0, che a differenza di quello di Ulisse, lo possono tendere tutti… ma non tutti sono in grado di spararsi sui piedi tutte le volte.
Quelle sono doti di natura.

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Questo blog è un opera di Salvatore Rotolo (che sarei io) ed è distribuito sotto licenza Creative-Commons. Gira su Wordpress e la grafica è prodotta sempre dallo stesso cretino (che sarei sempre io). Se avete problemi di visualizzazione non venite a dirli a me perché se avete il browser scarso non è un mio problema... Vabè dai, ditemeli ché vediamo se riesco a sistemare qualcosa.
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