Quando un asociale agorafobico decide di darsi di colpo alla vita sociale… non c’è niente di buono.
E’ un po’ come se uno torna indietro nel tempo e incontra il sé stesso del passato. Può succedere qualsiasi cosa. Cataclismi apocalittici, l’universo che collassa, il caos…
Oppure per esempio può finire a cantare “Dentro Marylin” per strada alle tre del mattino con una cantante sarda, un rapper toscano, e uno spagnolo ubriaco che tifa barcellona.
Insomma, cose che i bambini è meglio che non le vedono.
Mica Teletubbies.
Spettacoli indecenti
sab 30 maggio 2009 18:23
Più di così
gio 21 maggio 2009 10:21
Mi dicono sempre che sono pessimista. E c’hanno ragione, per carità. Avoglia se c’hanno ragione.
E’ che mi perdo nei dettagli, nelle minuzie… e so che se a certe cose non ci penso io, poi il resto va a puttane.
Però mi rendo anche conto che a un certo punto il pessimismo non è che aiuti molto. Ché poi la maggior parte delle volte le cose si sistemano da sole (sfiga permettendo).
E allora mi sono impegnato. O almeno c’ho provato. Ad essere più ottimista.
E mi sta pure riuscendo.
Infatti sto dando per scontato che qualcuno legga ancora sto blog.
Più ottimista di così!
Diritti inalienabili
ven 15 maggio 2009 9:08
Io non sono razzista. E mi piace tanto anche la democrazia. Pero di sti tempi bui bisogna un po’ adattarsi. Visto che certe idee che c’hanno inculcato fin da bambini, adesso non valgono mica più.
Per esempio m’hanno sempre insegnato che le minoranze non vanno trattate diversamente dagli altri. Ché anche se la pensano diversamente da te ne hanno pieno diritto.
Però adesso da quando hanno tolto il budino alla vaniglia dalla mensa universitaria lasciando solo quello al cioccolato… io sono stato bene.
Scritto in faccia
gio 7 maggio 2009 10:01
Magari la gente normale non lo sa ma i musicisti… via, mi ci infilo pur’io, NOI musicisti ci dividiamo in due grandi categorie: quelli che fanno le faccine mentre suonano e quelli che non le fanno.
Io ovviamente appartengo alla prima. Che tra l’altro è anche la più folta, e che a sua volta si divide in varie sottocategorie secondo il grado di imbarazzo che una faccia del genere provoca nell’autore quando si rivede in qualche foto o video o altro tipo di documento.
La scelta è molto ampia. Dalla faccia ascetico-religiosa a quella erotico-passionale, a quella proprio da pornoattore anni settanta.
Poi ci sono quelle sanitarie, a seconda del sintomo. C’è quella da dolori lancinanti alle mani, per esempio. Anche se la più diffusa è ovviamente quella da stitichezza cronica.
Vari illustri personaggi appartengono alla categoria delle faccine. Re fra tutti Joe Cocker.
Poi pare anche che la cecità accentui il fenomeno. Vedi Ray Charles o Stevie Wonder.
Tra i chitarristi si delinea una strana propensione alle facce erotiche con sfumature da bollino rosso, specialmente in caso di banding oltre il quindicesimo tasto.
Quelli che non fanno le faccine di solito nella vita sono persone molto zen, tranquille, gente molto distaccata… o forse in quel momento semplicemente non gliene frega un cazzo.
Due cose
sab 2 maggio 2009 23:37
