twitter/premedito

Bastava cercare

sab 14 febbraio 2009 20:09

Io sto fenomeno l’ho studiato ed analizzato a lungo e ho capito che è un problema che affligge un pò tutti noi che siamo gente di internet. Ormai mi sono convinto dell’esistenza di una specie di setta, di massoneria, gruppo mistico che ai fini di questa dissertazione denomineremo “i risponditori”.

I risponditori sono un sotto-gruppo ristretto di quella razza detta “gente di forum” (nome auto-esplicativo, sotto-razza della gente di internet). L’unico scopo della loro esistenza gira attorno ai forum cui partecipano, che sono sicuramente più di uno, perché vittima da tempo di una grave forma di dipendenza da thread. Il risponditore vive la sua vita telematica perennemente sulle homepage dei suoi forum e la sua vita materiale e terrena è praticamente inesistente. Il risponditore è solo uno dei tanti simpatici personaggi avvistabili nelle vicinanze dei forum. Un po’ come le bestie all’acqua, la varietà di specie sulle rive di un forum è ampia.
Il risponditore si nutre unicamente della soddisfazione e del piacere personale che prova nel fare ciò che gli riesce meglio: rispondere. E la sua tecnica è riconoscibile e inconfondibile.
Il risponditore presuppone sempre e comunque la stupidità assoluta dell’utente al quale si rivolge e la risposta del risponditore è solitamente caratterizzata da un’acuta arroganza che è direttamente proporzionale alla sua ignoranza.
I costrutti tipici con cui il risponditore si esprime nei confronti del povero malcapitato che cercava semplicemente un aiuto sono gli educatissimi “ne abbiamo già parlato. ciao.”, “c’è un thread apposito. cercalo.”, oppure “vai qui” seguito da un eventuale link non funzionante o completamente inutile.
Frequenti i picchi di demenzialità del tipo “prima di chiedere informatevi”. Ma gli indiscussi cavalli di battaglia sono sicuramente gli evergreen “basta cercare” e “chiedi a google”. Da sottolineare il fatto che nel 99% dei casi il risponditore non azzecca minimamente il significato della domanda posta.

In attesa di pestilenze e cataclismi d’altri tempi che se ne sente la mancanza, io ora come ora non ho una soluzione esaustiva al problema. Anzi, ce l’avrei ma visto che in questi giorni si parla tanto di apologia di reato è meglio che sto zitto.

E comunque io sta gente qui la farei mettere al rogo.
L’ho detto.

E non parlo solo dei risponditori.

Condividi : FacebooktwittertumblrfriendfeedDeliciousbuzz

E siccome sei molto lontano più forte ti scriverò

ven 13 febbraio 2009 19:57

Ieri per casa ho trovato una matita che sopra c’è scritto “You have to write a letter to get a letter“. Ora non traduco perché se volete campare in questo secolo un po’ d’inglese lo dovete capire. Comunque, sta matita me la ricordo da sempre. E’ sempre stata qua in giro, solo che non la vedevo da un po’. Ed è sempre stata nuova. Ma proprio nuova nuova. Mai usata. Avete presente quando a una matita non è mai stata fatta la punta? Ecco. E’ sempre stata così. Non so perché ma nessuno qui in casa ha mai osato fargli la punta.
Me ne sono reso conto ieri e mi sono detto che almeno così si spiega perché mi scrive solo la RAI.

Poi però ho pensato che ormai non va più bene scrivere una lettera a matita. Chi è che scrive una lettera a matita oggigiorno? Nessuno. Ci sono le email, c’è l’Instant Messaging, c’è Facebook. Per non parlare del telefono che è una cosa troppo moderna.
Nessuno scrive più le lettere. Quelle di carta, dico.
Non ci sono più quegli epistolari fittissimi, di una volta. Quelli che poi ci facevano i romanzi (epistolari, appunto) e poi i film.
Che poi io ogni volta che penso alle lettere me le immagino sempre tra due innamorati. Quelle lettere scritte su carta impregnata di lacrime e profumo da donna. Quelli che lei sotto la firma lasciava il segno del bacio col rossetto. Quelle che magari lui era in guerra e quando scrivevano non sapevano neanche se l’altro l’avrebbe mai letta. E quando non rispondeva allora subito si cominciava a pensare al peggio. Fino a quando poi non arrivava a casa il telegramma, il fattorino o il piccione viaggiatore, a seconda dell’epoca, a portare la notizia.
Cose così, tristi ma che ti fanno star bene. Cose adatte ad un post di San Valentino scritto di venerdì 13.

E poi secondo me le lettere neanche allora le scrivevano a matita.

Condividi : FacebooktwittertumblrfriendfeedDeliciousbuzz

Inserito in Deliri | 1 Commento

Silenzio

mar 10 febbraio 2009 18:12

Oggi leggiucchiando un po’ tra i vari blog che seguo mi sono accorto che tutti parlavano più o meno dello stesso argomento. E tutti stavano lì a dire che adesso bisogna fare silenzio e che non si deve parlare più perché s’è detto troppo.

Ecco a me sta cosa che tutti parlano (o scrivono) e dicono che bisogna stare zitti, mi ricorda un po’ quella storia del silenzio che se lo chiami non c’è più.

Condividi : FacebooktwittertumblrfriendfeedDeliciousbuzz

Saggio sul microblogging

dom 8 febbraio 2009 23:10

Il microblogging è una cazzata. Punto.

Condividi : FacebooktwittertumblrfriendfeedDeliciousbuzz

Inserito in Deliri | Commenta

Terrone within

dom 8 febbraio 2009 1:04

L’altro giorno giravo per le vie del centro e camminando ho pensato che non sei un vero siciliano a Pisa se almeno una volta, passando davanti a qualche statua, non hai riso leggendo “PISA A GARIBALDI” oppure “A NICOLA PISANO I CONCITTADINI”. Che è una cosa stupida, lo so, ma il fatto che oltre lo stretto nessuno la capisce dà più soddisfazione.

Condividi : FacebooktwittertumblrfriendfeedDeliciousbuzz

Inserito in Esperienze | 1 Commento

Questo blog è un opera di Salvatore Rotolo (che sarei io) ed è distribuito sotto licenza Creative-Commons. Gira su Wordpress e la grafica è prodotta sempre dallo stesso cretino (che sarei sempre io). Se avete problemi di visualizzazione non venite a dirli a me perché se avete il browser scarso non è un mio problema... Vabè dai, ditemeli ché vediamo se riesco a sistemare qualcosa.
XHTML e CSS di questo sito seguono gli standard W3C.
Perché io a certe cose ci tengo.