Wintercroft

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Qualche giorno fa era carnevale.
Non sono mai stato un amante delle feste in maschera, forse a causa di certi traumi infantili che riaffiorano ancora guardando foto di me bambino in imbarazzanti costumi dai colori sgargianti da fare invidia alle piume di Renato Zero dei tempi d’oro.

Quest’anno, per dinamiche tutt’ora a me incomprensibili, mi sono ritrovato a dover partecipare anch’io a una festa in maschera.

Nel momento in cui ho capito che il mio destino era segnato e non avrei potuto fare a meno di travestirmi, ho scelto di farlo nella maniera a me più congeniale: il fai da te.

Il destino volle che qualche tempo prima mi fossi imbattuto nelle fantastiche maschere progettate da Steve Wintercroft. Sagome poligonali di carta dallo stile invidiabile.
Visti i tempi ristretti, ho deciso di dargli una possibilità. Ho acquistato e scaricato il template della maschera di orso e mi sono messo a lavoro.
Stampato il template su normalissima carta A4, incollato su cartoncino 220gr Fabriano, ritagliato accuratamente con un taglierino, piegato e incollato secondo istruzioni.
Il risultato non era niente male già a questo punto.

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Unico problema: la consistenza.
Trattandosi di una festa in maschera in un locale di piccole dimensioni e abbastanza frequentato, era facile prevedere qualche spintone, quindi la sola forza del cartoncino non sarebbe bastata. Non volevo di certo ritrovarmi con un foglio accartocciato in faccia a metà serata.
Serviva qualcosa che rinforzasse la struttura e le giunture.
Cercando sul web, la cartapesta si rivela essere la soluzione più gettonata. E allora vada per la cartapesta.

Vecchi giornali, acqua e colla vinilica. Mi mancavano solo le forbici con la punta arrotondata e avrei reso orgogliosi Muciaccia e l’albero azzurro contemporaneamente.

Dopo alcuni strati di cartapesta e un paio di passate di acrilico bianco coprente, il copricapo aveva già una consistenza di tutto rispetto.

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A questo punto, non rimaneva che un tocco di colore e una pelliccia.
Ed ecco a voi il cosplay di Masha e Orso più dignitoso della storia. Per quanto possa essere dignitoso un cosplay di Masha e Orso.

Lo so, un giorno verrò punito per tutto ciò.

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© D’Angelo Favata Photography

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S’i fossi foco

Creare mi è sempre piaciuto, lo faccio da sempre.
Il mio problema è il mezzo e la tecnica con i quali creare. Non sono mai riuscito a trovare quello stile, quell’arte, quel mezzo sul quale specializzarmi e al quale dedicarmi totalmente.
E allora saltello dalla penna al mouse, dalla carta allo schermo, dalla fotografia all’illustrazione e via così, invidiando a morte chi riesce a padroneggiare una singola arte da vero maestro.

Dopo aver vissuto questa cosa come un dramma, una incapacità di trovare la mia via, adesso mi piace vederla come la lenta creazione di un arsenale, una faretra di penne, pennelli, puntatori, materiali e tecniche, pronti per ogni evenienza.

E siccome c’è ancora spazio, ultimamente mi sono lasciato sedurre da una nuova arte: la pirografia. Vista da sempre, conosciuta mai, scoperta realmente solo su youtube qualche settimana fa. E’ stato subito amore.

Partendo da zero, mi sono arrangiato come ho potuto con ciò che avevo in casa: un saldatore comprato dai cinesi e qualche rimasuglio di legno.
Primi risultati soddisfacenti. I limiti causati dalla mancanza di esperienza e dai mezzi di fortuna si vedono tutti ma spero di rimanere sul pezzo ancora abbastanza da poter migliorare un po’ prima di passare ad altro… e poi altro… e altro ancora…

Impara l’arte e mettila da parte, dicevano.

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Cercando idee e soggetti con i quali sperimentare, ho preso in prestito uno schema da ricamo di mia madre e ho provato a riportarlo su legno.
Risultato scenografico quanto basta per distogliere l’attenzione dagli errori grossolani di una mano inesperta.

Processed with VSCOcam with t1 preset

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Un video pubblicato da Salvatore Rotolo (@premedito) in data:

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