lun 23 febbraio 2009 1:14
Tempo fa ho letto che la NATO ha scelto l’Italia come luogo dove installare una base spia. Ora non ho capito di preciso cosa fa una base spia. Lo chiamano “Sistema di Vigilanza Terrestre”, boh…
Comunque la notizia veniva da un giornale spagnolo e diceva che Saragozza era stata scartata dalla NATO ed era stata scelta la base di Sigonella, in Sicilia (e chi se l’aspettava?). L’articolo diceva testualmente che “Saragozza non è stata scelta, tra altri motivi, perché il Governo centrale ha deciso, nell’ultima fase della competizione, di non fare pressioni alla Nato affinché venisse scelta Saragozza”.
Ecco, io ce li vedo proprio questi, seduti lì al palazzo di vetro a fare come con le interrogazioni a scuola: che quando si parlava di base spia, gli spagnoli stavano con la faccia sul libro sul banco, la mano sulla fronte, lo sguardo fisso in basso e le labbra che sussuravano chiaramente “non guardare qui… non guardare qui… ti prego, non guardare qui…”, e invece gli italiani a fianco, praticamente in piedi sulla sedia, la mano alzata urlando “io, professoressa!… io professoressa!! io !Io !IO! !IOOO!!”.
Non so voi… ma a me i leccaculo non sono mai andati a genio.
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gio 19 febbraio 2009 2:06
Ieri leggevo un po’ di righe del nuovo disegno di legge dell’on. Carlucci per “regolamentare Internet” (si si, lei, la Carlucci, quella della mela verde e della fisica nucleare).
Il progetto di legge n.2195 che di cognome fa Carlucci, di nome fa “Disposizioni per assicurare la tutela della legalità nella rete internet e delega al Governo per l’istituzione di un apposito comitato presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni“.
A me questa cosa qua, insieme all’emendamento di D’Alia (quello che vuole oscurare facebook per apologia di reato), mi convince sempre più che quella gente lì che vuole legiferare su internet, in realtà non sa neanche di che si sta parlando. (A volerla vedere pulita e innocente, senza pregiudizi bolscevichi). E in fondo è normale. Perché io questa gente me la disegno nella mente con molta facilità. Ce li vedo bene lì col mouse in mano che stentano a seguirti se cerchi di spiegargli “pigia qui che vedi le foto di tua nipote” (perché dire clicca sarebbe troppo complicato, e se lo scrivi con le kappa poi è arabo).
Ma perché sono generazioni diverse… non che siano particolarmente vecchi, eh, ma proprio non ci sono abituati ad aver a che fare con certe cose. E se li metti lì, davanti a un computer, niente, sono proprio negati. Di gente così ne conosco tanta.
Poi però questi, quando magari sentono al telegiornale (perché loro i problemi della gente li conoscono così) che qualcuno si lamenta che ci sono quelli che c’hanno il gruppo pro-riina su facebook, allora dicono no, dobbiamo fare qualcosa, bisogna intervenire, ASSOLUTAMENTE, si è oltrepassato il limite, lo sapevamo che sto internet è sempre stato un posto brutto lurido e schifoso, dove ci stanno solo i pedofili e i terroristi, ma adesso basta, vabè la tolleranza ma riina no! RIINA NO! Eccheccavolo!
A parte il fatto che di tutti i problemi dell’universo, il gruppo mafioso su faccialibbro non credo stia tra i primi. Comunque, vuoi perché è il primo che gli è capitato sott’occhio, vuoi perché gli conviene occuparsi di questo più di altro… (meglio non entrare nel merito, ché ho mangiato da poco)… fatto sta che loro si mettono all’opera. Loro che non hanno capito di cosa si sta parlando. Loro che non sanno neanche da dove partire. Loro che se lo fanno, lo fanno a modo loro.
E loro una cosa sanno fare. Vietare. E allora vietano.
E la cosa gli riesce anche bene.
Peccato che non serve a un cazzo.
Poi se i ragazzini non c’hanno più riina su facebook (perché non c’hanno proprio più facebook), ma fanno le gare a chi ammazza più persone bruciandole col lanciafiamme a GTA… vabè, l’importante è che non lo dicano al telegiornale.
E comunque io sono arrivato a 25.
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sab 14 febbraio 2009 20:09
Io sto fenomeno l’ho studiato ed analizzato a lungo e ho capito che è un problema che affligge un pò tutti noi che siamo gente di internet. Ormai mi sono convinto dell’esistenza di una specie di setta, di massoneria, gruppo mistico che ai fini di questa dissertazione denomineremo “i risponditori”.
I risponditori sono un sotto-gruppo ristretto di quella razza detta “gente di forum” (nome auto-esplicativo, sotto-razza della gente di internet). L’unico scopo della loro esistenza gira attorno ai forum cui partecipano, che sono sicuramente più di uno, perché vittima da tempo di una grave forma di dipendenza da thread. Il risponditore vive la sua vita telematica perennemente sulle homepage dei suoi forum e la sua vita materiale e terrena è praticamente inesistente. Il risponditore è solo uno dei tanti simpatici personaggi avvistabili nelle vicinanze dei forum. Un po’ come le bestie all’acqua, la varietà di specie sulle rive di un forum è ampia.
Il risponditore si nutre unicamente della soddisfazione e del piacere personale che prova nel fare ciò che gli riesce meglio: rispondere. E la sua tecnica è riconoscibile e inconfondibile.
Il risponditore presuppone sempre e comunque la stupidità assoluta dell’utente al quale si rivolge e la risposta del risponditore è solitamente caratterizzata da un’acuta arroganza che è direttamente proporzionale alla sua ignoranza.
I costrutti tipici con cui il risponditore si esprime nei confronti del povero malcapitato che cercava semplicemente un aiuto sono gli educatissimi “ne abbiamo già parlato. ciao.”, “c’è un thread apposito. cercalo.”, oppure “vai qui” seguito da un eventuale link non funzionante o completamente inutile.
Frequenti i picchi di demenzialità del tipo “prima di chiedere informatevi”. Ma gli indiscussi cavalli di battaglia sono sicuramente gli evergreen “basta cercare” e “chiedi a google”. Da sottolineare il fatto che nel 99% dei casi il risponditore non azzecca minimamente il significato della domanda posta.
In attesa di pestilenze e cataclismi d’altri tempi che se ne sente la mancanza, io ora come ora non ho una soluzione esaustiva al problema. Anzi, ce l’avrei ma visto che in questi giorni si parla tanto di apologia di reato è meglio che sto zitto.
E comunque io sta gente qui la farei mettere al rogo.
L’ho detto.
E non parlo solo dei risponditori.
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mar 10 febbraio 2009 18:12
Oggi leggiucchiando un po’ tra i vari blog che seguo mi sono accorto che tutti parlavano più o meno dello stesso argomento. E tutti stavano lì a dire che adesso bisogna fare silenzio e che non si deve parlare più perché s’è detto troppo.
Ecco a me sta cosa che tutti parlano (o scrivono) e dicono che bisogna stare zitti, mi ricorda un po’ quella storia del silenzio che se lo chiami non c’è più.
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mar 3 febbraio 2009 0:46
Io l’ho sempre detto che certe cose provocano dipendenza. Che non te ne esci mica facilmente da quel tunnel lì. Che quello è solo l’inizio. Diventi assuefatto. Poi magari non ti basta più. E poi non c’è più niente da fare, è la fine.
Io l’ho sempre detto.
Poi quando l’altro giorno s’è rotto Google per mezz’oretta, tutti a darmi ragione.
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