Ieri ho scoperto che la nastroazzuro in lattina c’ha delle striscioline bianche nella parte bassa che quando la metti in frigo e raggiunge la temperatura ideale loro diventano blu.
Il futuro è qui e nessuno ce lo ha detto.
lun 1 marzo 2010 10:39
Ieri ho scoperto che la nastroazzuro in lattina c’ha delle striscioline bianche nella parte bassa che quando la metti in frigo e raggiunge la temperatura ideale loro diventano blu.
Il futuro è qui e nessuno ce lo ha detto.
mar 2 febbraio 2010 18:20
È palese ormai che ogni volta che s’avvicina il periodo “esami”, questo blog va praticamente in coma farmacologico.
Non è per male, è che la modalità clausura (sia reale che virtuale) si attiva automaticamente e senza preavviso.
Vivendola in prima persona, ho avuto (e sto avendo) la possibilità di analizzare da vicino la situazione, applicando, ovviamente, il metodo scientifico che contraddistingue tale tipo di esperienza.
I risultati di questa analisi sono stati interessanti, ammetto.
Ho constatato che le attività permesse in questo periodo di ascesi sono poche. L’unica reale è lo studio. Questo però non significa che il suddetto stato di esilio sia esclusivo di quegli esemplari abitualmente dediti allo studio che nel periodo pre-esame forzano leggermente le loro abitudini per poter giungere al gran finale tanto agognato (30L). No. Tutt’altro.
La scelta dell’esilio forzato, anzi, è caratteristica di un altro tipo di esemplare della razza studente, ovvero di quello che, essendosi mantenuto a debita distanza da qualsiasi cosa somigliasse solo vagamente ad un libro di testo per tutto il semestre e sentendo avvicinarsi il giudizio finale, avverte un brivido lungo la schiena, presagio di sventura. E allora, per puro spirito di autoconservazione (istinto puro, razionalità nulla), si getta a volo d’angelo in ciò che aveva visto solo fino a poco prima come sorgente di malessere e malattie infettive anche gravi: lo studio.
Ovviamente un tale cambiamento drastico di habitat e abitudini ha le sue conseguenze.
A parte i soliti sintomi ed effetti collaterali dell’estraniamento dal mondo reale (allucinazioni, euforia insensata, depressione cosmica, rutto al gusto di caffè) ho potuto notare lo sviluppo di una particolare pratica mentale che ho scelto di chiamare “pinballpensiero”.
Il pinballpensiero consiste in un complesso ragionamento ai limiti del viaggio onirico accompagnato da uno stato di trance, caratterizzato da una paurosa capacità di saltare da un argomento ad un altro completamente opposto e scollegato grazie a balzi psichici di notevole ampiezza.
L’andamento caotico del centro del ragionamento ricorda, appunto, il comportamento della pallina del flipper del bar sotto casa mia quando quel tizo ubriaco ha battuto il record del mondo. Che poi, adesso che ci penso, ricorda anche un po’ (il ragionamento, non il tizo del flipper, eh) quegli episodi dei simpson che iniziano da una cavolata qualsiasi per poi andare a sviluppare tutto un altro argomento nel corso della puntata. Che uno alla fine si chiede ma com’è che ci sono arrivati.
Il pinballpensiero si presenta di solito nell’intervallo tra la lettura di una parola e un’altra quando si entra nella 42esima ora filata di studio. A quel punto infatti la lettura viene scandita da lunghe pause interminabili che praticamente rendono inutile ogni tentativo di andare avanti.
Per chi osa ci sono solo i rosaelefanti in attesa. Di cui tratteremo in altra occasione.
dom 1 marzo 2009 1:29
Oggi mentre mi dedicavo a una delle mie attività preferite che è analizzare le bottiglie del detersivo per la lavatrice (oh, è un hobby come un altro), mi sono accorto che sopra ad una che avevo a casa ci stava stampato un bollino rosso con su scritto “Sicurezza per il bambino – Contiene Bitrex“.
Ora siccome io sono uno che le cose coi nomi strani m’hanno sempre affascinato, allora sono andato a cercare. E lo zio Google m’ha fatto capire che in pratica sto Bitrex è una cosa abbastanza seria, con tanto marchio registrato, sito ufficiale e società annessa. E io non l’avevo mai sentito nomiare.
Comunque, secondo il sito, sto Bitrex è una sostanza… anzi… è LA “più amara sostanza ad oggi conosciuta“.
L’hanno scoperta per sbaglio dei tizi di un’azienda farmaceutica nel ’58, che in realtà stavano lavorando su un’altra cosa, però si sono accorti subito che quello che gli era venuto fuori aveva qualcosa di particolare. In pratica faceva schifo. Ma non schifo così… come possono fare schifo le verdure ai bambini… No no, questa cosa faceva proprio schifo! Ma schifo schifo, eh.
E io non so come a qualcuno possa venire un’idea così. Forse se lavori in un’azienda farmaceutica ti vengono ste illuminazioni. Fatto sta comunque che, pochi anni dopo, a qualcuno è venuto il lampo di genio di usare quest’intruglio amaro… nientepopodimenochè… come un intruglio amaro.
Che intelletto sopraffino!
Cito:
“Il primo utilizzo del Bitrex in veste di sostanza amaricante fu in una crema per prevenire le morsicatura della coda nei maiali.”
Come per dire “non siamo riusciti a fare il nostro lavoro, stiamo provando a fare qualcosa di utile ma non c’abbiamo proprio l’idea”.
Comunque dopo cinquant’anni un uso un po’ più dignitoso gliel’hanno trovato, fortunatamente.
Il Bitrex viene utilizzato oggi come “deterrente per l’uomo” per “prevenire avvelenamenti accidentali“.
Così, secondo loro, se il vostro dolce pargoletto decide di farsi un drink con un quarto di succo d’arancia, uno di gin e due d’ammorbidente, state sicuri che vi sputa pure i polmoni prima di riuscire a buttarne giù una sola goccia.
Altro che risuscitamorti…
Poi leggendo la bottiglia ho anche scoperto che se chiamo il numero verde mi mandano pure la pallina dostarice a casa.
Gratis!
Che culo.
P.S. per la realizzazione di questo post non mi ha contattato nessuno, non me l’ha chiesto nessuno, nessuno m’ha invitato a pranzo, nessuno ha sborsato un centesimo nè spazzolini elettrici, non sono stati maltrattati animali, tranne forse un po’ il mio canguro immaginario che lo vedo un po’ stressato ultimamente…
Questo blog è un opera di Salvatore Rotolo (che sarei io) ed è distribuito sotto licenza Creative-Commons. Gira su Wordpress e la grafica è prodotta sempre dallo stesso cretino (che sarei sempre io). Se avete problemi di visualizzazione non venite a dirli a me perché se avete il browser scarso non è un mio problema... Vabè dai, ditemeli ché vediamo se riesco a sistemare qualcosa.
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Perché io a certe cose ci tengo.