C’era una volta il blog.
Dice, cos’è?
Eh, na parola… come te lo spiego?…
Si mangia?
Ah no, quello no, vabè…
E allora cos’è?
Eh, se mi dai il tempo ci penso…
…
Diciamo che è… un sito, ecco.
Ah, e ci voleva tanto!?
Eh, sì, ma mica era un sito qualunque, oh…
E com’era?
Eh, beh… era una cosa tutta personale, che ci mettevi dentro quello che t’andava di più…
Una specie di diario, insomma…
Mmm, sì anche. Però potevi trovare chi ci scriveva pure i giornali sulla pesca con la mosca o i cataloghi di mutande. Cioè, ci stava un po’ di tutto.
E tu ne avevi uno?
Uh, avoglia. Ne avevo uno che… altro che catalogo di mutande!…
E che c’era dentro?
C’ero io.
E che fine ha fatto?
Boh…
Ma chi? Tu o il blog?
Boh…
C’era una volta un blog
mar 3 agosto 2010 18:19
Riproviamoci
gio 24 giugno 2010 19:13
Siccome l’unica cosa che non gli manca di sicuro è la testardaggine, allora rieccolo qua, Premedito ci riprova, con una nuova t-shirt votabile per i prossimi 7 giorni su Threadless.com.
Il meccanismo lo conoscete già quindi votate, votate, votate.
Se non ricordate come funziona, qui trovate il tentativo precedente dove spiegavo un po’ come fare.
Estate
ven 28 maggio 2010 10:59
Minimal suspects
gio 20 maggio 2010 12:07
Un anno fa mi capitò di finire su un sito dove c’era una specie di galleria di poster. Poster cinematografici, locandine. Però sti poster erano particolari. Erano “minimalisti”. O almeno così c’era scritto, minimalisti.
Me ne sono innamorato subito. Non so perché. Forse perché m’è sempre piaciuto semplificare le cose. Ho sempre creduto che per spiegare una cosa non serve un libro ma una vignetta. E così fu amore a prima vista.
Da quel giorno, quando ho tempo, mi diverto a improvvisare anch’io qualche poster minimalista e un po’ di giorni fa m’arriva un’email di un tizio che mi segnala questo blog dove avevano citato alcuni miei lavori. E la figata pazzesca è che nello stesso post avevano messo gli stessi poster che mi avevano fatto innamorare di questo stile minimal, i primi che avevo visto.
Poi magari l’autore di quei poster sarà pure uno sfigato come me che non c’ha niente da fare, che li fa per passatempo, però il fatto di trovare i miei lavori accanto ai suoi devo dire che m’ha fatto star bene.
La creazione di questo tipo di cose per me è come un gioco. Lo scopo sta nel trovare quel particolare, quella pagliuzza che da sola riesce a identificare il tutto. Se la trovi, vinci. Cosa vinci? Niente. Manco la fama e la gloria. Però un po’ di soddisfazione c’è. L’unico premio forse è quell’ooohhh di ammirazione che esclamano quei pochi che capiscono il gioco. Tutto qui. Che magari vi sembrerà poco, però a me basta per continuare.
Ieri sera ho rivisto “I soliti sospetti”. E non sono riuscito a trattenermi.
Se non lo capite, o non l’avete visto, o l’avete visto tanto tempo fa, oppure… vabè, lasciamo stare… è complicato…
Addicted
sab 15 maggio 2010 15:33
Devo confessare una cosa. Io c’ho la dipendenza da serie televisiva.
Lo so, è una brutta cosa, però è così.
E pensare che quand’ero piccolo e sentivo la gente parlare dei personaggi di beautiful come se li conoscessero di persona, gli avrei sputato in faccia, uno per uno. E ora invece eccomi qua. Beautiful no, vabè, però gionloc&co sì… Quando mi sento raccontare qualcosa di Lost mi faccio venire i brividi da solo (vabè, qua ci starebbe la battuta “ho fatto i conti senza Lost” ma ve la risparmio).
Eh, infatti credo sia partito tutto proprio da Lost. O forse no. Forse c’entra anche Fox Mulder. O Jean-Luc Picard. O l’agente Cooper… Boh, ora che ci penso, forse forse, mi sa che sono sempre stato così…
Ma lo so io cos’è che m’ha fottuto definitivamente.
Lo streaming.
Altro che 72 minuti. Il metadone ci vuole.
Scappate finché siete in tempo.
Save your soul from megavideo.


