Minimal suspects

gio 20 maggio 2010 12:07

Un anno fa mi capitò di finire su un sito dove c’era una specie di galleria di poster. Poster cinematografici, locandine. Però sti poster erano particolari. Erano “minimalisti”. O almeno così c’era scritto, minimalisti.
Me ne sono innamorato subito. Non so perché. Forse perché m’è sempre piaciuto semplificare le cose. Ho sempre creduto che per spiegare una cosa non serve un libro ma una vignetta. E così fu amore a prima vista.
Da quel giorno, quando ho tempo, mi diverto a improvvisare anch’io qualche poster minimalista e un po’ di giorni fa m’arriva un’email di un tizio che mi segnala questo blog dove avevano citato alcuni miei lavori.  E la figata pazzesca è che nello stesso post avevano messo gli stessi poster che mi avevano fatto innamorare di questo stile minimal, i primi che avevo visto.
Poi magari l’autore di quei poster sarà pure uno sfigato come me che non c’ha niente da fare, che li fa per passatempo, però il fatto di trovare i miei lavori accanto ai suoi devo dire che m’ha fatto star bene.

La creazione di questo tipo di cose per me è come un gioco. Lo scopo sta nel trovare quel particolare, quella pagliuzza che da sola riesce a identificare il tutto. Se la trovi, vinci. Cosa vinci? Niente. Manco la fama e la gloria. Però un po’ di soddisfazione c’è. L’unico premio forse è quell’ooohhh di ammirazione che esclamano quei pochi che capiscono il gioco. Tutto qui. Che magari vi sembrerà poco, però a me basta per continuare.

Ieri sera ho rivisto “I soliti sospetti”. E non sono riuscito a trattenermi.

i soliti sospetti

Se non lo capite, o non l’avete visto, o l’avete visto tanto tempo fa, oppure… vabè, lasciamo stare… è complicato…

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Addicted

sab 15 maggio 2010 15:33

Devo confessare una cosa. Io c’ho la dipendenza da serie televisiva.
Lo so, è una brutta cosa, però è così.
E pensare che quand’ero piccolo e sentivo la gente parlare dei personaggi di beautiful come se li conoscessero di persona, gli avrei sputato in faccia, uno per uno. E ora invece eccomi qua. Beautiful no, vabè, però gionloc&co sì… Quando mi sento raccontare qualcosa di Lost mi faccio venire i brividi da solo (vabè, qua ci starebbe la battuta “ho fatto i conti senza Lost” ma ve la risparmio).
Eh, infatti credo sia partito tutto proprio da Lost. O forse no. Forse c’entra anche Fox Mulder. O Jean-Luc Picard. O l’agente Cooper… Boh, ora che ci penso, forse forse, mi sa che sono sempre stato così…
Ma lo so io cos’è che m’ha fottuto definitivamente.
Lo streaming.
Altro che 72 minuti. Il metadone ci vuole.

Scappate finché siete in tempo.
Save your soul from megavideo.

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Avatar

mar 19 gennaio 2010 12:22

Ieri ho visto Avatar…
James Cameron ha creato il primo vero mondo USB.
Plug & Play!!!

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Dialogo socio-filosofico tra il cinema e una manzotin

dom 7 giugno 2009 10:35

L’altra sera ho visto “The Invisible“.
Praticamente è la storia di sto tizio che muore… però non muore… cioè sto tizio c’è… ma non c’è… cioè tu lo vedi… ma gli altri no… Che infatti la gente gli va addosso come se niente fosse e non gli chiede neanche scusa… ma non perché son maleducati… è solo perché per loro non c’è!
Una cosa così capita anche a me quando vado al supermercato di sabato pomeriggio… Cioè io ci sono (credo… almeno col corpo… col pensiero un po’ meno…) dicevo…io ci sono però non ci sono… perché gli altri non mi vedono mica… infatti mi vengono addosso col carrello come se fossi trasparente… e non chiedono neanche scusa! Come se non esistessi proprio… E il dubbio m’è anche venuto, però fortunatamente l’ho sciolto subito… perché io ne sono certo che ci sono… perché le botte dei carrelli ad alta velocità sulle ossa non sono mica carezze e io me le sento tutte… TUTTE!
Comunque, secondo me, la gente al supermercato di sabato pomeriggio non è maleducata… è solo una questione di istinto di sopravvivenza.
Devi renderti conto che chiunque lì attorno a te è un potenziale nemico. Quella signora ben vestita in blu, per esempio, può essere quella che comprerà l’ultima confezione di panna al salmone che ti serve per il pranzo di domenica… o quel tizio con l’impermeabile forse sta per comprare l’ultimo chilo di gnocchetti sardi che ti eri promesso di preparare!
Cioè ditemi voi se queste non sono buone motivazioni per far scattare la guerriglia!!

No, vabè, a parte l’ironia, è interessante constatare il livello di stress che è possibile accumulare tra quegli scaffali.
Tanto che la gente preferisce assentarsi mentalmente e viaggiare fuori dal corpo e andare avanti per inerzia. Urtandosi a vicenda senza neanche salutarsi o ringraziare.
E intanto tu ti guardi attorno e ti trovi circondato da un esercito di zombie traballanti che ti fanno anche un po’ paura ma che incredibilmente non sono interessati alla tua di carne ma a quella in offerta a 7 euri al chilo al banco frigo.

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