Turarsi il naso non manda via la puzza

Ok, lo so che è da un po’ di giorni che non scrivo. Boh, sarà per il fatto che, sì, quando uno legge una notizia o sente una frase, la prima cosa che gli viene in mente da fare è parlarne, discuterne, criticarla o lodarla, anche quando quello che ha visto o sentito è una cosa brutta, ti viene lo stesso di parlarne, anche solo per dire quanto è brutta perché può darsi che la gente non lo sappia quanto è brutta. Però se quando leggi i giornali, guardi la tv, vaghi un po’ in rete, ti guardi attorno, scendi in strada, parli con la gente e ti rendi conto che tutto quello che senti e vedi è solo cacca, che si sa che è una cosa brutta la cacca, lo si dice anche ai bambini che se una cosa è brutta allora è cacca. Allora lì un po’ ti passa la voglia di parlarne perché a nessuno piace parlare di cacca. Cioè, la gente, dici, lo sa che è brutta la cacca, non c’è mica bisogno di ribadirlo. Poi però ti accorgi che alla gente sta cacca non gli fa neanche più tanta impressione, anzi ci si rivedono un po’, la giustificano, la assecondano, la applaudono e la votano. E allora lì ogni certezza crolla. Ciò che per te era il peggio, era cacca, adesso per la gente è giusto, perfetto, sacrosanto. E allora cosa fai?… non puoi mica metterti in strada ad urlare che la cacca è una cosa brutta. Fermare la gente è dirgli no questa è cacca ed è una cosa brutta. Cavolo, se te l’avessero detto da bambino che avresti dovuto convincere la gente che la cacca è una cosa brutta non ci avresti creduto. Allora cerchi di non pensarci, ti dici vabè, sta gente giustificherà pure la cacca ma se c’è una cosa che non cambierà mai è che la cacca puzza e quando la puzza si sentirà anche dalle loro case, allora si accorgeranno di quello che li circonda e capiranno che la cacca è una cosa brutta. Questo ti dici. Poi però ti capita per caso di vedere quelli che alla cacca ci stanno vicini, quelli che ci hanno a che fare ogni giorno e vedi che quelli lì lo sanno che la cacca è una cosa brutta perché proprio ci vivono in mezzo, ma siccome all’altra gente non gliene frega nulla, loro stanno lì, in mezzo alla cacca e nessuno li aiuta. Nessuno li difende. E pensi sì, un giorno tutti sentiranno la puzza di questa cacca e decideranno tutti insieme di liberarsene e il mondo sarà un posto migliore, senza più cacca applaudita o osannata, un posto dove la cacca sarà una cosa brutta per tutti, grandi e bambini. Però, prima che venga quel giorno, a questi qui che stanno in mezzo alla cacca dalla mattina alla sera chi ci pensa? Quanti ne dovranno morire soffocati dalla puzza e dal fetore prima che la gente si accorga di quello che sta succedendo?
E allora sai che fai? Una mattina ti svegli, ti lavi e ti vesti, fai colazione ed esci, scendi in strada, scegli un buon posto, un posto affollato e ti metti lì, a fermare la gente e ad urlare che la cacca è una cosa brutta e che bisogna convincersene e liberarsene. Ecco quello che fai. E mentre lo fai vedi anche che qualcuno ti da ragione, che anche lui pensa che la cacca è una cosa brutta e allora ti da una mano, si mette lì ed urla con te. Non diventerete tanti, lo sai già. E’ inutile illudersi. Però, almeno c’hai provato. Con la speranza che serva a qualcosa.
Perché tu lo sai che turarsi il naso non manda via la puzza.
Ma quanto potrai andare avanti così? Puoi stare lì due, tre giorni, un mese, al massimo due. E poi? La gente pro-cacca è tanta. Non ti sei neanche accorto quando sono diventati più di quelli che come te la cacca la allontanano. Forse lo sono sempre stati. Boh. Sai che è sbagliato arrendersi, ma non ce la fai. Non vedi l’uscita da sta discarica. E ti adagi sul fondo, in un angolo, e stai lì. Quando t’arriva un po’ di cacca vicino la scansi. E ti limiti a tener pulito giusto il tuo angolo. Così, tanto per principio. Quando poi un giorno ti accorgi che quell’odore, quella puzza di cacca che non ti faceva respirare, che ti dava la nausea, che t’aveva convinto che dovevi fare qualcosa, ecco, non la senti più. Ma non perché non c’è, ma perché è diventata normale, tanto normale che non ci fai più caso. C’hai fatto l’abitudine. Sai che c’è ma non la senti. Forse perché non la vuoi sentire.
E con la cacca fino al collo, tu vivi tristemente e indecorosamente tranquillo. Fino al giorno in cui arriva l’ultima palata di merda che ti copre la testa. E buonanotte.

Condividi:Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedInShare on TumblrEmail this to someonePrint this page

3 commenti

  • giarina mer 16 dicembre 2009 22:59

    non so se c’entra, ma qui nevica.
    così, per dire.

  • maryge gio 17 dicembre 2009 17:55

    dice il pessimista:”siamo in un mare di merda!”;
    ribatte l’ottimista:” beh dai, se gela pattiniamo!”. non ho parole.

  • premedito gio 17 dicembre 2009 18:38

    E meno male che c’è il riscaldamento globale…

Rispondi