10.11.2009
20:41
D’inverno
Io quando comincia il freddo vado in clausura.
Ma non in convento. A casa.
Sto a casa.
Non esco.
Sto a casa e non esco.
E anche se la gente mi dice dai-esci-che-fai-a-casa.
Io no. Sto a casa e non esco.
Ché il pensiero di cambiarmi, di mettermi i vestiti freddi, per uscire.
No. Io sto a casa e non esco.
C’ho il pigiama a casa. Caldo.
Fuori no.
Le coperte che coprono.
I piumoni che piumonano.
E i termosifoni che termosifonano.
Fuori no.
E io sto a casa.
Anche se mi dicono di andare in un posto chiuso, coperto.
Io no. Non esco.
Perché tra me e il posto chiuso c’è la strada.
E la strada è aperta.
Scoperta.
Niente coperte.
E allora no. Non esco.
A casa, a mali estremi, c’è il forno.
È grande il mio forno.
Sì, c’è anche il freezer.
Però c’è anche il forno.
E il forno è chiuso.
Io quando comincia il freddo sto a casa.
Al chiuso.
Coperto.
Nel forno.
E sto bene.






ven 13 novembre 2009 17:52
chiuso, coperto, forno….dentro al forno. se hai le penne e una roba strana che ti pende dal naso sei diventato un tacchino.in quel caso stai lontano dagli americani!
dom 15 novembre 2009 10:58
Le penne ce l’ho. Inchiostro liquido va bene?
La roba che pende dal naso… sì, a volte mi capita…
Mmm… Penso che me ne starò in Italia per un po’…
mer 18 novembre 2009 23:01
però è vero che son tutte donne, eh?!
mer 18 novembre 2009 23:01
complimenti per la bella calligrafia.
mer 18 novembre 2009 23:02
buonasera
ven 20 novembre 2009 09:42
Un benvenuto a oberico e tullio. Ché i travestiti (travestimenti) qui son benaccetti.
E grazie per i complimenti.
ven 20 novembre 2009 18:12
grazie.