D’inverno

Io quando comincia il freddo vado in clausura.
Ma non in convento. A casa.
Sto a casa.
Non esco.
Sto a casa e non esco.

E anche se la gente mi dice dai-esci-che-fai-a-casa.
Io no. Sto a casa e non esco.
Ché il pensiero di cambiarmi, di mettermi i vestiti freddi, per uscire.
No. Io sto a casa e non esco.

C’ho il pigiama a casa. Caldo.
Fuori no.
Le coperte che coprono.
I piumoni che piumonano.
E i termosifoni che termosifonano.
Fuori no.
E io sto a casa.

Anche se mi dicono di andare in un posto chiuso, coperto.
Io no. Non esco.
Perché tra me e il posto chiuso c’è la strada.
E la strada è aperta.
Scoperta.
Niente coperte.
E allora no. Non esco.

A casa, a mali estremi, c’è il forno.
È grande il mio forno.
Sì, c’è anche il freezer.
Però c’è anche il forno.
E il forno è chiuso.

Io quando comincia il freddo sto a casa.
Al chiuso.
Coperto.
Nel forno.
E sto bene.

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7 commenti

  • maryge ven 13 novembre 2009 17:52

    chiuso, coperto, forno….dentro al forno. se hai le penne e una roba strana che ti pende dal naso sei diventato un tacchino.in quel caso stai lontano dagli americani!

  • premedito dom 15 novembre 2009 10:58

    Le penne ce l’ho. Inchiostro liquido va bene?
    La roba che pende dal naso… sì, a volte mi capita…
    Mmm… Penso che me ne starò in Italia per un po’…

  • giarina mer 18 novembre 2009 23:01

    però è vero che son tutte donne, eh?!

  • oberico mer 18 novembre 2009 23:01

    complimenti per la bella calligrafia.

  • tullio mer 18 novembre 2009 23:02

    buonasera

  • premedito ven 20 novembre 2009 09:42

    Un benvenuto a oberico e tullio. Ché i travestiti (travestimenti) qui son benaccetti.
    E grazie per i complimenti.

  • minorzio ven 20 novembre 2009 18:12

    grazie.

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