Qualche settimana fa mi è capitato di andare a Livorno.
Durante il tragitto, il treno si è fermato in una stazione. Cioè, non in una sola, ma in una in particolare. Ora a dirla tutta non ricordo esattamente se ci si è fermato o l’ha solo attraversata. Comunque quella stazione aveva un nome che mi ha colpito. Sul cartello blu c’era scritto “Vada”.
Magari adesso quelli che ci passano spesso la conoscono o addirittura ci abitano e non gli fa tanta impressione. Comunque, a me che non c’ero mai passato, quel nome m’ha fatto ripensare ad un altro nome che avevo incontrato tempo addietro, lungo un percorso che negli ultimi anni ho fatto spesso.
Andando dall’aeroporto di Catania al mio paese d’origine, lungo l’autostrada, ad un certo punto, le segnaletiche (prima sui cartelli e poi sull’asfalto) indicano lo svincolo per il comune di Agira.
Agira e Vada. Due mondi a confronto.
Per chi non lo sapesse, in molti dialetti siculi (perché mica ce n’è uno solo in Sicilia), “agira” vuol dire “torna indietro”. Può essere visto come un imperativo o anche un amichevole consiglio. Torna indietro.
Vada, invece, è un cordiale invito a proseguire. Magari un po’ stizzito, ma pur sempre bene educato. Ti da pure del lei.
Allora, seduto lì, al mio posto, sul treno, guardando dal finestrino, in quel momento di riflessione spinta, in questi due nomi ci ho visto la sintesi di due filosofie, di due universi distinti. Quello siculo-meridionale e quello… tosco-europeo.
Ho pensato che Agira sta lì come per dirti “Guarda, lascia perdere… le cose sono sempre andate così e non sarai di certo tu a cambiarle”. E’ un consiglio fraterno a non affannarti, perché tanto poi a vincere sono sempre loro. Tornatene indietro che è meglio.
Vada, invece, è un po’ una spinta, uno sprone. Un invito a non guardarti indietro ma ad andare avanti, lontano, a spingersi verso il futuro, verso il progresso.
Adesso io non so, questi due paesi non li conosco mica. Cioè non ci sono mai stato. Ho solo visto il loro nome su un cartello.
Per quel che ne so magari a Vada hanno le famiglie mafiose che cementificano selvaggiamente e Agira è un centro di super scienziati eco-compatibili e anticrimine. Non lo so.
So che può sembrare assurdo ma io durante quel viaggio verso Livorno, in quei due nomi, ci ho visto queste cose qua.
Poi però il treno s’è fermato, io sono sceso e ste cose le ho dimenticate.
Mi sono tornate in mente ieri notte e adesso le ho scritte.
Italie: Filosofie da treno
mar 30 giugno 2009 17:40
2 commenti
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Lo ricordavo…
è un classico quello di Agira.
Io non perdo mai l’occasione di disturbare il conducente in quel tratto, gesticolando ed intimando di tornare indietro! ;P
Eh lo so, la tentazione è forte…
Infatti credo sia il tratto d’autostrada col più alto tasso di incidenti stupidi…